Libri dell’Infanzia: i primi due che ho letto

I libri più belli sono quelli che “vivi” con l’entusiasmo di un fanciullo

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Da bambina ero fissatissima con tutto quello che riguardava streghe, fantasmi, vampiri e creature mitologiche di ogni sorta come sirene, grifoni, pegaso, e simili. Infatti, tutti libri per bambini che avevo, parlavano di tutte queste figure fantastiche. La mia era una vera e propria passione.

Alle medie, da come si può immaginare, mi approciai alla narrativa fantasy, stando nei limiti che la biblioteca di casa poteva offrire. Ai miei occhi, casa mia, era il mio piccolo mondo magico nel quale ho sempre trovato tutto quello che mi occorreva. A volte mi sembrava addirittura pazzesco!

Ad ogni modo, nella biblioteca di casa, due libricini attirarono la mia attenzione, e che possiedo tuttora. Raccontano di due vicende singolari, una più bella dell’altra e per niente scontate, o perlomeno così mi pare di ricordare. Mi hanno fatta amare il potere dei libri, capace di portarmi ovunque con la mente. E io, da ragazzina fantasiosa e sognatrice quale ero, ci andavo a braccetto. Era un bel modo di evadere dalla boriosa routine quotidiana. Dopottutto, l’immaginazione era l’unica cosa che mi sembrava di possedere realmente, a quei tempi. I libri semplicemente l’alimentavano e la espandevano.

Ogni cosa cominciò quindi alle medie, e non dirò di non essermi più fermata poi, nel futuro che lo ha seguito. Piuttosto, ripeto che è stato un inizio perché, forse, non avrei più ripreso a leggere seriamente, se non mi fossero riaffiorate le sensazioni che quei due libri, allora, mi suscitarono.

Ippolita, storia di una strega – Silvia Torrealta (Thema Editore – 1993)

Questo libro, mi ha sempre lasciato impresso il vago ricordo che c’era un non so ché di vero. E, in effetti, risfogliandolo dopo quasi quindici anni, rammento che racconta appunto di quella che è stata una storia realmente accaduta. Ippolita, vissuta nel Seicento, nel territorio Bolognese, venne processata come strega e condannata al rogo. Il libro è una breve ricostruzione della sua vita, accompagnata dalla guida alla comprensione storica, che ho riletto volentieri.

Mi sto seriamente domandando una cosa. Ossia, il mio amore per le storie vere, che ho da sempre, potrebbe essere partito dalla triste storia di Ippolita? Incosciamente, direi di sì. È stato il primo di questo genere che ho letto. Mi fa piacere aver scavato un po’ nel mio passato, quante cose si scoprono! Chiaramente il libro non appartiene al genere fantasy. Però è sicuramente da leggere, anche se la storia di Ippolita lascia l’amaro in bocca.

La carrozza stregata – Wilma E. Alexander (Franco Panini Ragazzi – 1995)

Parla di un’antica storia di famiglia. Una bellissima dama. Un tintinnìo di campanelli. E una verità da svelare. Il fascino è stata la qualità che mi ispirò a leggere questo libro. Il mistero lo percepii già dalla copertina e ne rimasi colpita. Tali asserzioni sono sempre state una certezza nella mia memoria. E sono le stesse che, ancora oggi, mi stimolano a sfogliare l’opera come se fosse la prima volta. Mi piace riattraversare, con gli occhi della mente, le parti della storia che, al tempo, mi emozionarono di più. Non so se mi provoca ancora determinate sensazioni perché lo lessi da ragazzina, anche se è molto probabile. Si sa, da giovanissimi, si ha una sensibilità del tutto diversa e decisamente più forte.

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