La mia prima “sceneggiatura”

La sceneggiatura senza nome

Questo è stata la mia prima sceneggiatura. Premetto che non sapevo ancora nulla dei formati e di tutto il resto. Tuttavia, ho voluto lasciarla così. Leggi la storia che c’è dietro.

ATTENZIONE: la sceneggiatura è soggetta a copyright pertanto non è utilizzabile in alcun modo!  

La mia prima "sceneggiatura"

PRESENTAZIONE

È mezzogiorno e in casa Adami si sta preparando la tavola. Ci sono le candele nella stanza.

La figlia si dirige al rubinetto della cucina per riempire la brocca di cristallo con dell’acqua. Vedendo che non esce nemmeno una goccia, ricorda che hanno da poco staccato l’acqua.

Figlia: “E che palle!”

Madre: “Hey signorina! Chi ti ha insegnato parlare così?”

Figlia: “Tu naturalmente mamma” dice con gli occhi sorridenti

Madre: “Non dire stupidaggini! Ed ora aiutami ad apparecchiare”

La figlia sbuffa.

Il nonno è seduto e parla della guerra con il bicchiere, credendo che sia sua moglie.

Madre e figlia finiscono di apparecchiare la tavola. Ad un tratto, suona il campanello.

Madre: “Nonna va’ ad aprire tu per favore”

La nonna apre la porta.

Ospite: “Buongiorno, signora Adami” dice timidamente con la torta in mano.

Nonna: “Buongiorno, signorina..”

Ospite: “Può chiamarmi semplicemente Marta, sono l’insegnante di Lydia”

Nonna: “Strano, avrei giurato che lei fosse la catechista” dice guardandola dall’alto in basso

Marta: “Prego?” chiede confusa.

Nonna: “Nulla, venga dentro”

Insieme si dirigono nella sala da pranzo. Nel frattempo, Lydia infastidisce il nonno tirandogli pezzi di patate con il cucchiaio.

PRIMO ATTO

Entrano nella stanza. La nonna si siede a capotavola, il marito gli è alla sua sinistra. L’ospite rimane sulla soglia, sentendosi a disagio perché si ritrova con tutti gli occhi puntati su di lei.

Madre: “Marta! Benvenuta carissima!”

Marta vedendo l’amica si rilassa e va’ ad abbracciarla. Le due donne con molto affetto si salutano.

Marta: “ Beatrice, grazie mille per il tuo invito. Ti ho portato questa” dice porgendole la torta.

Beatrice: “Grazie tesoro, ma non ti saresti dovuta disturbare” dice grata prendendola in mano.

Marta: “Nessun disturbo, l’ho fatta io con le mie mani”

Beatrice: “Allora sarà senza dubbio una delizia”

Marta: “Speriamo” poi si volta verso Lydia e la saluta con la mano “Ciao!”

Lydia: “Buongiorno a lei, professoressa La Stronza, come sta?” dice spavalda alzandosi dalla tavola e andando verso di lei.

I nonni soffocano una risata.

Beatrice: “Marta di cognome fa La Stronza” spiega loro con serietà.

Nonno: “Chissà se lo è anche di fatto e tu che ne pensi Gertrude?” parlando sempre al bicchiere.

La nonna perde la pazienza.

Gertrude: “Guarda che sono di fianco a te vecchio bacucco! >>

Nonno: “Hai visto per caso la mia dentiera, Gertrude?” chiede di nuovo al bicchiere.

Gertrude: “ Non ci faccia caso, mio marito purtroppo soffre di una leggera demenza” dice a Marta.

Marta: “Oh.. mi spiace”

Lydia: “Non si deve dispiacere. Vedrà che tra poco comincierà a trovare divertente tutto questo” dice accarezzandole un braccio.

Marta ha lo sguardo fisso sulla ragazza. Vede i suoi occhi sorridere e di solito non era mai una cosa buona. Sente un brivido lungo la schiena. Spaventata si gira verso l’amica.

Beatrice: “Tranquilla, non hai nulla da temere con noi. Ora sediamoci, altrimenti il cibo si fredda” dice indicandole il suo posto.

Le tre si siedono: Beatrice a capotavola di fronte alla nonna, Marta a sinitra di Beatrice e Lydia di fianco a Marta.

Gertrude: “Bene. Ora che siamo tutti seduti possiamo riunirci in preghiera prima di iniziare il pasto” dice con aria solenne.

Beatrice: “Sai, abbiamo questa consuetudine prima di mangiare” dice all’orecchio di Marta.

Marta: “Certo” risponde non convinta.

Tutti i presenti si prendono la mano, formando un cerchio.

Gertrude bisbiglia delle parole, sta parlando in un’altra lingua. Questo preoccupa molto Marta che sbircia la situazione con un occhio aperto.

Vede che tutti tengono la testa bassa, sembrano molto concentrati. Improvvisamente Marta sente una presenza arrivare da sopra di lei. Ha paura e cerca di divincolarsi, ma Beatrice e Lydia la tengono stretta. Impotente, si lascia andare, svariona e cade in trance.

I presenti alzano pian piano lo sguardo.

SECONDO ATTO

Arriva il padre: alza la testa, si toglie gli occhiali, e si guarda in giro.

Padre: “E’ di nuovo il 10?”

Beatrice: “Non fare dello spirito, Felice”

Lydia: “Oh papà, mi sei mancato così tanto” dice abbracciandolo forte.

In quel momento Felice sente di avere qualcosa di ingombrante al petto.

Felice: “Ah però, e queste?” dice palpandosi il seno.

Lydia: “Te l’ho scelta io, è la mia insegnante!” esclama fiera.

Felice: “Bravissima la mia bambina. Aspetta che ti do 5 euro” dice controllandosi le tasche

Lydia: “Solo?”

Nonno: “In effetti stai meglio così. Dovevamo farti femmina, vero Gertrude?” dice sempre al bicchiere

Gertrude nel frattempo va a salutare il figlio e lo bacia sulla fronte.

Beatrice si accomoda sulle sue ginocchia e avvicinandosi al suo orecchio sussurra: “Peccato che abbiamo poco tempo, sennò..”

Felice la guarda con ironia e le stampa un bacio sulle labbra.

Lydia: “Così fate senso, comunque”

Nonno: “Lasciali stare! Che facciano pure!”

Gertrude: “Tommaso, ci sono cose più urgenti. Non ci resta molto tempo”

A questo punto Felice si domanda cosa succede.

Felice: “Quindi?”

Beatrice: “Quindi ci servono soldi, per questo ti abbiamo chiamato”

Felice: “Ancora?”

Lydia: “Sì, questo giro voglio comprarmi lo smartphone nuovo!”

TERZO ATTO

Felice: “E io che credevo di mancarvi”

Beatrice: “Infatti amore ci sei mancato molto, in questo lungo anno, però vedi, non possiamo vivere di aria”

Felice: “Ma tu non puoi mica andare a lavorare?”

Beatrice ride come aver sentito una barzelletta.

Gertrude: “Pulendo la tua scrivania, non ho potuto fare a meno di notare un vecchio manoscritto..”

Felice: “ Ci stavo lavorando prima di morire, racconta di una famiglia pazza che devono in qualche modo iniziare la figlia”

Tommaso: “La prossima volta scrivi di una balia tipo Gertrude che ammazza tutti e per ultimo si fa il nonno, morto. Sembra più interessante, vero Gertrude?”

Gertrude: “Tu e le tue fantasie oscene!”

Tommaso: “Magno patate tutti i dì!”

Felice: “ Come sarebbe a dire?”

Gertrude gli illustra tutte le bollette che devono ancora pagare. Felice è sconvolto.

Lydia: “In tavola c’è solo vino perché ci hanno staccato l’acqua”

Tommaso: “ Da te paga tutto Dio, ma da noi no, figliolo! Vero Gertrude?”

Beatrice: “Coraggio, finisci quello che hai iniziato” dice porgendogli il suo manoscritto.

Felice: “Come finisce? .. e la bambina li mangia tutti! Quanto ci voleva!”

Lydia: “Beh, tuo il manoscritto tuo il problema” dice offesa.

Gertrude: “In effetti” dice dando ragione alla bambina.

Felice: “Ora che è tutto risolto, mangiamo?”

La famiglia riunita pranza allegramente come se nulla fosse. Una volta finito, Gertrude lo rimanda indietro.

Beatrice accompagna alla porta l’amica ancora intontita.

Marta: “Che strano, mi sento piena, ma non ricordo di aver mangiato”

Beatrice: “Mia cara, sei andata un po’ giù..col vino”

Marta: “Oh cielo, che vergogna! Spero di non aver fatto o detto nulla di male”

Beatrice: “N-no” lasciando trapelare il contrario “sarebbe meglio che questa serata rimanesse un nostro piccolo segreto”

Marta: “Sì, si te ne prego” dice preoccupata.

Beatrice: “Bene, allora ci vediamo. Alla prossima, Marta”

Marta: “Grazie di tutto”

Poco dopo, Lydia apre la porta di casa ad un uomo incappucciato che porge una mano vuota.

Lei lo conosce e sa cosa vuole. Per questo va a prendere il manoscritto finito e glielo dà senza scrupoli.

L’uomo in cambio le passa una busta piena di contanti. Soddisfatta, Lydia chiude la porta.

Gertrude: “Chi era alla porta?” urla dall’altra stanza.

Lydia: “Nessuno nonna!” dice contando maliziosamente le banconote.

FINE SCENEGGIATURA

Vi è piaciuta la mia prima sceneggiatura, o meglio, la storia? Commentate!

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