Sceneggiatura: la mia prima creazione

Una nuova avventura

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La sceneggiatura fantasma

In un’estate apparentemente solita e noiosa, mi avventurai, da brava, sul sito “La Piazza”.

Ero in cerca di un’occupazione part-time e, quando vidi un particolare annuncio, i miei occhi cominciarono a brillare: un regista stava mettendo insieme un gruppo di scrittori per la realizzazione di cortometraggi.

Senza pensarci due volte, risposi e il giorno dopo venni contattata dalla persona che si occupava dell’organizzazione degli incontri.

Così due settimane dopo, andai col mio ragazzo a casa del regista, per fare conoscenza con lui e gli altri scrittori. E non solo quello, iniziammo a lavorare con lo spunto di base del regista.

Praticamente c’era questa famiglia un po’ pazza (stile famiglia Addams), che aveva invitato a cena una persona. E ad un certo punto doveva esserci un rito per evocare uno spirito, ma non uno qualunque, quello del padre morto.

Da qui dovevamo sviluppare la storia.

Io ne fui felice, ma all’inizio avevo il timore di non essere proprio all’altezza della situazione.

Ci venne prima di tutto spiegato come è diviso un film: presentazione – primo atto – secondo atto – terzo atto – accattamento.

Dopo un po’ mi rilassai e allora, molte idee mi venivano fuori dalla bocca, spontanee, e il mio entusiasmo mi fece capire che quello sarebbe stato solo il principio di una bella e lunga avventura.

Quella sera è stato fatto un lavoro di brainstorming.

Presi un sacco di appunti, non volevo che mi sfuggisse nulla. Ero in piena fase creativa. Ero felice di esserci e del lavoro che si sarebbe andato a fare.

Come al solito, mi feci prendere troppo dalla mia solita felicità della novità.

A casa..

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Ognuno doveva sviluppare la storia a modo proprio, ma senza andare fuori dalle linee guida accettate dal gruppo e dal regista stesso. Infine dovevamo inviargli via mail la sceneggiatura, così poteva visionarla.

Anche per capire chi aveva di fronte, secondo me. Non per niente questo piccolo corto era per noi scrittori una specie di esame, con tanto di scadenza, ed era anche per gli aspiranti attori che seguivano il suo corso di recitazione.

Mi ricordo che la mia versione la feci in poco tempo.

Vedere la mia prima “sceneggiatura” realizzata, mi soddisfò un sacco!

Tuttavia, sapevo che sicuramente avevo ancora molto da imparare. Anzi, di sicuro ne avevo.

Infatti imparai dopo, anche tramite libri, come si scrive una sceneggiatura.

Se volete leggerla, cliccate sull’unico link che vedete.

Ho voluto lasciarla come l’avevo scritta, perché per me è un ricordo e non volevo rovinarlo.

Questa esperienza mi ha aperto un nuovo mondo.

E ho piacere di condividerla con voi per passione di un lavoro di cui ho fatto parte.

 

 

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