Cinema italiano-sarà meglio darsi una svegliata!

DEL CINEMA ITALIANO IO PENSO CHE

Il momento è arrivato anche per me di imparare un po’ di più, ma soprattutto di studiare quella che è stato e quello che è oggi il cinema italiano.

Non ne sono mai stata una fan, devo ammetterlo. Pochi film, dei quali non ricordo nemmeno i nomi, mi sono piaciuti.

Tanti altri come me, non apprezzano il cinema italiano, poiché alle volte manca di grinta, di azione e di storie che ti toccano l’anima. Come invece ne hanno da vendere quelli americani, che a confronto, sono un po’ più “giovani”, se vogliamo.

Eppure di film belli ne abbiamo avuti come “matrimonio all’italiana” e “una giornata particolare”. Hanno emozionato e i risultati si sono visti.

Abbiamo un modo diverso di fare cinema e questo va bene perché ci differenzia. Abbiamo uno stile e questo è importante. Tuttavia, si sa che siamo stati “vittime” non solo dell’egemonia americana, ma anche della propaganda politica, la quale tempo addietro utilizzava il cinema per i loro scopi. Secondo me, questi fattori, ci hanno segnato notevolmente. 

C’è sicuramente da imparare dal cinema italiano, soprattutto quando era agli antichi splendori, il quale brillava di luce propria, perché è un patrimonio nostro e unico. 

Quindi è meglio che mi dia una svegliata, essendo che, nella mia vita, vorrei fare anche cinema, se il cielo decide di mandarmela buona, ovvio! E sicuramente, se non apprendo molti più stili, non potrei né avere una buona cultura né pensare di ampliare la mia mente. E’ importante avere molti più punti di vista, poiché ci abbatte molti muri, facilitandoci un pochino il lavoro.

Devo dire, che per una ragazza come me, che è cresciuta guardando anime giapponesi, serie tv americane e film altrettanto americani, è difficile capire il cinema italiano, perché è di questo che si tratta: per amarlo bisogna comprenderlo. Non si può fare altrimenti!

Noi ragazzi di oggi, tante volte ci crediamo un po’ troppo sapientoni e lasciamo cadere per strada dei pezzi. Se invece di passare avanti, ci fermassimo, pensassimo, e li raccogliessimo, questi potrebbero darci molto di più, ci arricchirebbero.

Quindi è decisamente giusto apprendere dai grandi maestri italiani, ma forse è un po’ troppo chiedere di fare uguale. Che senso avrebbe?

Nel mondo di Hollywood, il cinema è bello perché è vario, non ci sono molti confini, anzi, c’è sogno!

E allora io mi chiedo, c’è forse speranza per una sognatrice di portare un qualcosa di suo e di unico, senza rischiare di non c’entrare nulla con il cinema italiano? Secondo me, è un azzardo alto, ma si può provare.

Non dico, che vorrei entrare nelle sale cinematografiche. Sarebbe bello, certo, ma preferisco rimanere coi piedi ancorati al suolo del mio mondo.

Quando parlo di “rischio”, intendo che si può venire pagaronati, forse in maniera errata. Quello che puoi fare tu, potrebbe essere robaccia per chi è abituato a un tipo di cinema, e quello italiano ha uno schema così profondo e radicato, che penso sia quasi impossibile raggiungerlo. A meno che uno non lo si segua come stile.

Voglio fare un esempio: io amo il fantasy.

Tanto è vero che la maggior parte dei libri che ho letto (quasi tutti) e la maggior parte dei film e serie tv che ho guardato in vita mia sono fantasy. Quindi è ovvio che di cinema italiano non ne mastico una chicca!

Avete mai visto voi un film italiano fantasy? Per carità, ho visto che ce ne sono, pochi, ma effettivamente ci sono. Ma non sono la stessa cosa e, a chi piace il mio stesso genere, questo lo sa e lo capisce. 

Per cui, avrò mai un futuro come sceneggiatrice? Riuscirò mai a far prendere in considerazione ad un produttore italiano una mia storia? Forse, ma sarà raro e sinceramente, apparte adesso, che sto scrivendo questo articolo, non c’ho neanche mai pensato. Proprio perché non penso a prescindere che a qualcuno, abituato con uno stile, possa decidere di andare ad azzardare su un’idea che, forse, è difficile che piaccia, sempre, a chi è abituato ad un tipo di cinema, che può essere anche quello italiano.

E’ un circolo vizioso.

Boh, vabbé, non mi pongo il problema proprio perché non ne ho, dato che non voglio andare in giro a produttori a far leggere i miei lavori.

Mi limiterò a fare i miei film (sempre se avrò il tempo di farli, dato che gestirsi con il lavoro e tutto, non è facile) e a pubblicarli qui o magari su youtube. Sono sicura che gli amanti del mio genere apprezzeranno, forse.  

Ecco sì, morale della favola, prima di pensare a fare film, sarà meglio studiare e tanto anche!

Il mio motto, ormai è diventato (oltre che un hashtag): #hollywoodisinmyheart

 

 

 

 

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