Chakra: un lavoro di crescita spirituale [diario]

Periodo da inizio 2014 a fine 2015

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Fu mia cugina che mi introdusse al mondo dei chakra. Esatto! Sempre quella famosa cugina che mi mostrò il DVD sulla legge dell’attrazione. Lei li studiò ai tempi delle sue superiori, ci dedicò addirittura una parte della tesina, da quanto l’argomento le piacque.

Mi insegnò una “tecnica” per poter analizzare il loro stato di apertura, di chiusura o di incertezza e di equilibrio o disequilibrio. Tale insegnamento mi tornò parecchio utile quando intrapresi il mio percorso spirituale.

Infatti, dopo aver letto The Key e dopo una bella vacanza, nella quale ho potuto fare una ricca scorta di pietre per la cristalloterapia, decisi che dovevo controllare lo stato dei miei chakra. Beh, il responso fu un disastro. Da quel che ricordo, ne avevo soltanto due di aperti su sette: il terzo occhio, ossia il sesto & il chakra del cuore, il quarto. Ero piena di blocchi energetici.

Ricercai quindi info per mezzo del web che mi portarono tantissimo materiale su cui lavorare. In particolare trovai interessanti, anche nel corso del tempo, i siti runelore & il giardino degli illuminati.

Il mio percorso spirituale, si divideva in due tempistiche. La prima riguardava la mia vita spirituale che s’intrecciava alla necessità familiare di avere qualcuno che facesse assistenza a mia nonna, a causa dei problemi respiratori che la obbligavano a tenere l’ossigeno. Ogni giorno quindi andavo a casa sua finché mia zia tornava dal lavoro, stavo dalla mattina fino a tardo pomeriggio. Questo si rivelò una fortuna poiché avevo un sacco di tempo libero in quelle ore. Soprattutto perché mia nonna era il tipo che si appisolava sulla poltrona mentre guardava la tv, e guai se osavi disturbarla! Solo quando era pronto il pranzo o la merenda potevi farlo. Era alquanto golosa.

Quindi in quelle ore, ne dedicavo due allo yoga e tre alle meditazione, suddivise nella giornata tra mattina presto (ore 7), prima di pranzo (ore 11) e pomeriggio inoltrato (ore 15). Questo mi ha dato modo di avere costanza la quale, secondo me, ha velocizzato il percorso in se stesso. In concomitanza all’apertura dei chakra, lavorai in meditazione anche sul processo di sgretolamento delle credenze limitanti. Tema conosciuto nel libro The Key, e che successivamente mi fece avvicinare a Louise Hay.

Da mia nonna, avevo a disposizione un bel giardino che mi permetteva di approciarmi al contatto con la terra. Infatti con la bella stagione stavo più fuori che dentro, ed era anche un bene per mia nonna quando la convincevo a prendersi un po’ di aria.

A piedi nudi, camminavo sull’erba, e contemplavo in tutta tranquillità. L’ascoltare il suono della natura e il cinguettare degli uccelli, mi aiutava sempre di più nei miei intenti di guarigione dell’anima.

Poi, quando tornavo a casa (ore 17.30), mi dedicavo alla ricerca in ambito olistico ed allo studio dello yoga e dei Fiori di Bach, attraverso dei corsi online.

Nello stesso periodo (durato in tutto un anno e mezzo circa) il loop giornaliero verrà interrotto da un bisogno di ricercare la spiritualità nella religione natale, ossia quella cristiana. Accettai dunque di andare in pellegrinaggio, con un’altra mia zia, in vari luoghi nei quali trovai tanta pace ed acquisii nuova e importante consapevolezza.

Come vedere se i tuoi chakra sono aperti

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Per vedere lo stato dei tuoi chakra, basta posizionare un ciondolo, od oggetto affine (meglio se possiede un valore emotivo), all’altezza di ogni singolo chakra, fermarlo, e vedere come prende a girare.

Senso orario: è aperto

Senso antiorario: è chiuso

Non gira, ma si muove: è incerto

Gira con troppa intensità: sta lavorando troppo, bisogna equilibrarlo

Se tutti sono aperti e girano, più o meno, con la stessa intensità: sono in equilibrio

Tutti sono aperti, ma non girano con la stessa intensità: sono in disequilibrio

Tutti chiusi: blocco emotivo

Alcuni sono aperti, altri chiusi: instabilità emotiva

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