I manuali dell’aspirante attore: i tre must have

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Le lezioni all’accademia, tra le tante cose, sono state intense e difficili, dal punto di vista emotivo.

Gli insegnamenti, prevedevano una preparazione, della quale sono stata soddisfatta, sulle varie materie che concernono la teoria e la pratica dell’arte della recitazione.

Il materiale accademico comprendeva tre libri, editati da Dino Audino Editore, nei quali ho trovato delle valide linee guida che possono essere utili a chi, come me, ha interesse nel campo del cinema.

Conosci il settore

Il primo “monologhi e scene del cinema” riporta gli omonimi argomenti, dei film fondamentali della storia del cinema – Antologia critica ad uso di attori e scrittori – si aggiunge al titolo, in copertina.

Ho pensato fosse utile, per cultura cinematografica, osservare tutti i 58 titoli presenti nell’antologia, prestando più attenzione alla parte, o alle parti, dei monologhi interessati.

Il tutto è stato veramente istruttivo e ho potuto conoscere opere grandiose e meritevoli, caratterizzate da attori altrettanto grandi, come Marlon Brando e Sofia Loren.

Le opere che mi hanno colpita maggiormente sono state “La leggenda del pianista sull’oceano” del 1998 per la storia affascinante e originale, e “Persona” del 1967 per lo stile cinematografico, alquanto singolare e introspettivo, del regista Ingmar Bergman.

Ho amato, di più, la recitazione di Jhonny Depp, nei panni di Axel Blackmar in “Arizona Dream” del 1992, e di Samuel L. Jackson interprete di Jules Winnfield in “Pulp Fiction” del 1994.

Per i miei studi, ho indagato il monologo del personaggio Margo Channing, interpretato da Bette Davis, nel film Eva contro Eva, del 1950.

Nel complesso, devo dire, che il libro in sé stesso è il risultato efficentissimo del lavoro di Arcangelo e Francesca Mazzoleni. Ed è stato funzionale ai miei studi.

Studiare l’arte

Il secondo libro, scritto da Ombretta De Biase, “il metodo Strasberg in dieci lezioni”, è un’ottima guida introduttiva – ai fondamentali della formazione attoriale – che mi è servita, quindi, in virtù di propedeutica per lo studio che poi ho avuto modo di approfondire a lezione, sia a livello teorico che pratico.

Essere attori significa guardarsi in profondità, scrutarsi, per far uscire la miglior interpretazione possibile, perché l’attore deve partire da se stesso. Per questo ultimo punto, il libro spiega dove possono risiedere tali difficoltà, come possono essere, ad esempio, i blocchi emotivi. Per difficoltà, infatti, non si intende tanto nell’apprendere il metodo (il quale è stato ben presentato), ma sta nell’applicarlo, o meglio, adattarlo a se stessi, proprio perché l’attore deve partire da sé. Infine, sempre nel libro, ho trovato molto pratici e fondamentali gli esercizi, in particolar modo quelli di concentrazione dinamica.

Il mestiere pratico dell’attore

Il terzo, ed ultimo, libro è un lavoro di Michael Caine, noto attore e produttore cinematografico britannico. Ed accompagna il lettore alla comprensione di che cosa significhi essere attore, esserlo per davvero. In più, insegna le “buone maniere” da adottare, quando si è davanti allo strumento più importante per fare cinema: la macchina da presa.

Recitare davanti alla macchina da presa”, in poche parole, è un tour completo dietro le quinte di un set, con dettagli tecnici, anche di recitazione, assolutamente da non trascurare. Questo se si vuole diventare un professionista, poiché è impensabile recitare senza essere consapevoli di come l’ambiente si “muove” attorno all’attore. Sono i segreti del mestiere.

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